Decàde

 

Ce fu un tempo, Emmeccì, che ‘st’incombenza
nun richiedeva certo ispirazzione
c’abbastava er mestiere e l’occasione
pe’ ‘nfiocchetta’ così ‘na ricorenza

magari esciva fora ‘na scemenza
spesso condita da quarche sfonnone
e se pareva voto de passione
nun sentito, nun pianto, be’, pazzienza

mo nun è più così: pe’ di’ felice
compleanno e blabblà de affetto e stima
a ‘na (forse) examica ed exlettrice

nun me schizza più fora come prima;
e er nome stesso de l’ispiratrice
ce va stretto de un verzo, e de ‘na rima

 

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Chi vi dice

 

Mi aspetta un cambio di abitudini che prevede – tra l’altro – molto meno computer.

Il primo giorno non sembra niente male.

 

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Priorità

 

Apro Repubblica.it e lampeggia per un attimo la notizia dei celerini che tonfano i manifestanti.

Per un attimo.

Immediatamente si sovrappone la pubblicità: Cartier.

Se mai dovessi dimenticare chi sto leggendo…

 

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Il Profumo Della Vita (Crisantemo?)

 

Un collega della mia attuale moglie ha conosciuto la sua terza moglie (colpo di fulmine annesso) al funerale della sua prima moglie, che presenziava accompagnato dalla seconda moglie. E allora, come si fa a non essere ottimisti…!

 

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Dall’Inviato Marino Goethe

 

Piazza San Pietro era chiusa. Stavano preparando la beatificazione di Paolo VI (e, oh: se non è questa un’apertura storica alle coppie gay, ditemi un po’ voi cos’è, invece. O dobbiamo aspettare la beatificazione di quell’altro Paolo, anche?).

Se tanto mi dà tanto, farò forse in tempo a tornare in occasione della beatificazione di Giovanni Trapattoni e della sua acquasantiera tascabile sport edition (Damiano Tommasi è irrimediabilmente troppo giovane per me, per sua fortuna).

La Signora è stata impressionata soprattutto dalla decorazione del soffitto di S. Maria Maggiore, e dall’idea che la maggior parte del denaro impiegato proveniva (secondo lei, e non le do tutti i torti) dal Saccheggio Dell’America. Quanto alla Scala Santa, alla sua storia e al suo impiego attuale, irrefrenabile ilarità (e pure qui, dije quarcheccosa…).

A Via Marmorata fanno la spremuta di melagrana.

A Via della Conciliazione un barista mezzochecca m’ha detto in faccia che la spremuta di melagrana non esiste e che non crede che io l’abbia bevuta a Via Marmorata appena il giorno prima. Complimenti per la ruganza: darmi del bugiardo in pubblico e davanti alla mia signora senza avere la più pallida idea di chi io sia e senza avermi mai visto prima, ed essendo buoni quindici centimetri più piccolo e dieci chili più leggero (e per di più, guarda tu il caso, mi trovavo in tasca un ancestrale Pattada con manico di ulivo comprato – per l’appunto il giorno prima – a PortaPortese).
E dieci punti ZenBonus al vostro umile corrispondente.

Ho messo su tre chili – ciò dimostra, ancorché empiricamente, il luogo comune secondo cui IL MATRIMONIO FA INGRASSARE.

Si esclude che c’entrino qualcosa

amatriciana
carbonara
ajo ojo e peperoncino
ajo e ojo
pizza (con patate, al crostino, ai quattro formaggi, margherita, in prevalenza)
mozzarella
bollito alla picchiapò
zucchine ripiene
burrata
provolone piccante
porchetta
agretti
cicoria ripassata
coppiette (solo di maiale, ahimé – di cavallo 404 not found)
mortazza (in pizzabbianca ma anche pura)
broccoli
broccoletti
supplì
fioridizzucca
filetti di baccalà

no le puntarelle no, èppresto (mannaggialaporcazzozza)

olive ascolane
frascati
marino [Marino! Marino! voglio Marino!(citazione cinematografica - per i solutori più che vecchi)]
acquaclaudia
grattachecca – gusti vari
acquaeggeria
acqua de nasone
acqua der rubbinetto
velletri
shiraz pontino
fernet
tiramisu
gelato
crostata marmellata e ricotta
torta ricotta e marmellata
ciambella fritta
granita di caffè con panna
diplomatico
babà
sfogliatella napoletana
frutta assortita di stagione – melagrane comprese
caffè
caffè
caffè freddo
caffè
(…)
vecchiaromagna
grappa
fernet
facioli co’ le cotiche (citazione cinematografica – per i solutori più che vecchi)

di cui mi sono nutrito continuamente durante il soggiorno.

Via dei Fori Imperiali (quasi) chiusa al traffico è qualcosa da vedere; capisco che per i romani quotidiani possa essere scomoda, maccomunque bravi, anche a Colosseo mezzo incartato dai ponteggi.

Piazza San Silvestro trasformata in piazza – da parcheggio di autobus e motorini che era – è qualcosa da vedere – bravi.

La Torretta de Il Caparra (citazione cinematografica – per i solutori più che vecchi) restaurata e, soprattutto, destinata a qualche uso, è qualcosa da vedere (anche se per uno che ci è cresciuto sotto nel suo stato precedente è impossibile ignorare un vivace retrogusto Disneyland) – bravi.

Fontana di Trevi era chiusa per restauro, m’hanno detto. Così nun ce so’ annato, e gnente soldino, e dunque speriamo bene.

Un sentito (de core, avrei detto una volta) vaffanculo a Metrebus, o come si chiama adesso. Zona B compresa.

Nonostante la mia ostentata cinefilia (vedi anche solo tutte le dotte citazioni cinematografiche che ingentiliscono questo stesso post) al parco a tema “Cinecittà” nun ce so’ annato – scusate.

Roma è ancora verde, ancora caotica, ancora zozza, ancora cara.

Io la amo ancora. Come RemoRemotti, direi.

(amme me pareva de ricordamme che il cosiddetto Cimitero dell’Ingresi era il posto più bello der monno, ma io oramai so’ anziano e la memoria mia zoppica un pochetto; così so’ annato a ricontrolla’. E inzomma: era vero)

 

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La Reliquia

 

La mia reliquia preferita è Il Santo Prepuzio, di cui esistono diverse versioni disseminate qua e là.
La sola idea che qualcuno possieda il prepuzio di Dio ratifica il fatto che siamo davanti alla Vera Religione: una stravaganza così deve essere vera, o affonderebbe la reputazione di chiunque.
(J.M. Monzon, “Non siamo matti”)

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Si, Viaggiare…!

 

(Il Turismo, diciamocelo chiaramente, è* scomodo, sgradevole, inutile. Massime, viaggiare in compagnia di  donne e/o bambini. I capricci dei bambini possono forse essere in alcuni casi trattati con due urlacci o, per i più temerari, un coppino. Ma…)

Dicono i Maestri che fare I Metodi non è di giovamento immediato; ma che te li ritrovi nel meccanismo quando improvvisi, ovviamente dopo che (ovvero: se) li hai fatti.

Analogamente, lo Stoicismo ti serve, un bel giorno, a capire subito che aereo cancellato non macina più, e a capire prima che stampare un diretto sul muso del povero disgraziato immigrato – forse anche clandestino – che la CompagniaAerea ha sagacemente messo al front office ti servirà solo a dover, più avanti, inginocchiarti in lacrime davanti a un giudice, sperabilmente un giudice con la faccia da uomo.
Ovviamente, se lo hai fatto**.

Io, modestamente, si**.
E adirò le vie legali, più che altro per quieto vivere familiare, ben sospettando che, anche al netto delle scritte in piccolo nelle condizioni d’uso, alla fine della filiera la responsabilità civile ricadrà su Ryan Gavrilovic Alzheimerov, sereno novantatreenne – e magari, stoico anche lui – attualmente domiciliato presso la residenza “Mir” (Pace) di Atakat’rmanikod’lapantzgrad, provincia di Kiavutavutosibirsk, FederazioneRussa.

A parte:
Io sospetto che in realtà al centro degli scopi che si proponevano i costruttori de – poniamo – La Cattedrale di Chartres non ci fosse proprio l’offrire l’opportunità di farcisi un po’ di selfie – da instagrammarefliggere subbito a tutti – a qualunque rappresentante di gomme ricostruite che abbia raggiunto il target, e che magari non c’è la necessità. Un po’ come il Treno, che forse non è stato ideato e costruito per essere contemplato dalla Mucca.
E vale viepiù per me, che nemmeno so vendere gomme.

A parte:
Amore mio,
ti vedo oggi stanca e vagamente incazzata, ma anche soddisfatta e spiritualmente nutrita; e so che presto o tardi maturerai l’istanza di vedere, prima di morire, La StatuaDellaLibertà o La PiazzaRossa o Il SoleAMezzanotte.
Mai dire mai, in generale; e in particolare, non starò certo a dirti di no.
Ma sappi che ti aspetto a piè fermo, e farò il possibile, l’impossibile e anche i miracoli, se necessario, per evitarlo. Capricci inclusi.

A parte:
Accetterei di perire in un disastro aereo in cambio dello spettacolo di una mezza dozzina di grandi obesi, o anche solo cicciottelli, norteamerikani o teteski che tentano il numero del salvagente prescritto e dimostrato dallo snello e flessuoso Equipaggio. Anche al netto del panico. Nei cinquanta centimetri del corridoio dell’airbus.***

A parte:
Dopo dieciggiorni e nemmeno, me sento un estraneo e un ospite ar PaeselloMio. So’ davero uno sradicato, un tumbleweed****.

* a meno, probabilmente, che tu non sia una principessa russa da romanzo dell’ottocento; condizione che io, non avendola purtroppo mai sperimentata, non vi posso resocontare
** lo Stoicismo, intendo. Non “stampare un diretto”
*** umile (e troppo verboso, lo ammetto) omaggio alla memoria di Beppe Viola
**** detto Qui anche ulaga; e sarebbero***** quei cespugli che rotolano nei film western europei
***** visto che so’ appena tornato e me devo riambientà premio chi ha avuto la pazzienza de ariva’ fino in fondo co’ uno spiegone – ma nun ce se abbituamo

excusatio non petita: m’ero portato “I Demoni” da legge’ sull’arioplano; e magari un po’ se riflette…
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