Guglielma Crollalanza Ed Eredi

(titolo alternativo: “I Frazionisti”)
(titolo alternativo: “Ebbasta Co’ ‘Sto Cazzo De Virus”)

 

…che vita di melma
chiamarsi Guglielma
e sentirsi così.
(C. Bisio)

 

Mercé il post precedente salta fuori che il cospicuo e partecipe treggatto Mauro e questo umile vostro delirante e approssimativo cazzone condividono militanza nella fronda antistratfordiana.

Naturalmente (naturalmente* per me, quantomeno) i due compari si respingono e scissionano immediatamente dopo: lui abbatte l’Icona per individuarne e innalzarne un’altra che gli pare più verosimile, io sono più incline a considerare l’ “impresa” come il frutto della convergenza del lavoro di un’infinità di gente, dal guitto Wil agli eruditi _____, _____, _____ (ognuno metta i nomi che preferisce, ne sono stati fatti un mucchio), al duca che paga i conti del teatro, o almeno li garantisce, e che tiene lontani i birri furiosi del furioso nobile sbeffeggiato o caricaturizzato di turno; fino a quello che spazza la merda dei cavalli fuori dal teatro.

Certo lui è molto più solvibile di questo umile vostro delirante e approssimativo cazzone, e ha argomentato diffusamente la sua posizione (se siete interessati, e dovreste esserlo, trovate il link nei commenti al post precedente); dimostrando anche una notevole onestà intellettuale nel riconoscere qualche merda pestata nel corso dell’indagine.

Io rimango della mia opinione, che discende da (ma non coincide con) quanto il MidiMe, che un po’ se ne intende(va), va dicendo da qualche anno (o meglio: lo direbbe se qualcuno lo ascoltasse): sissì l’arte e la cultura; ma alla fin fine questa del teatro è tutta ‘na sarabbanda de froci e mignotte.

 

* immagino che questa natura mi derivi dai miei trascorsi di comunista, che mi rendono come lo scorpione della favola

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18 risposte a Guglielma Crollalanza Ed Eredi

  1. siu ha detto:

    Seguendovi dalla piccionaia questa treggatta qua ne impara di cose bardose…
    Però eccepisce sulle gabbie sessiste, ché l’8 marzo mica servirà solo a far vendere mimose ai fiorai: e allora froce e mignotti, e mò vedo da chi andare a spaparanzarmi.

  2. corpus2020 ha detto:

    definito “cospicuo” addirittura, ma non certo per le dimensioni fisiche o del pensiero, ma semmai soltanto per quelle della quantità di cose scritte, starei a rompere le palle e i capelli in quattro, al solito, per precisare che se ci sono froci, dovrebbero esserci anche froce, e se ci sono mignotte, neppure i mignotti mancano oramai; per cui considererei la correzione di siu meramente integrativa e non sostitutiva, ahaha.

  3. siu ha detto:

    Umilmente grata per “provvidenziale precisazione”, quanto assenziente con “correzione integrativa e non sostitutiva”, con barbe e allegri campanelli direi dunque che si potrebbe finirla così:

    …e tanto per restare in tema con lo spalancar gabbie e se possibile smantellarle: bello il sorriso che illumina quella colored skin at the very beginning (oddìo qua mi ritrovo a chiudere il cerchio con l’Archieduchetto… del tutto involontariamente lo giuro e mi fustigherò da sola), mentre tanto per rinfocolare il vostro saporito scambio: la sua presenza (del colored) è idea di Kenneth Branagh, o sta già in “condensato John Florio”?
    Affacciata al verone della mia ignoranza attendo speranzosa, e anticipatamente ringrazio.

    • corpus2020 ha detto:

      pur abusando della ospitalità generosa del nostro ricco & spietato blogger, non mi sfugge che la domanda è puramente retorica: il condensato John Florio, come viene opportunamente ricordato, era già il perfetto equivalente cinque-seicentesco della cultura mixed e colorata di oggi, lui figlio al tempo stesso di un immigrato italiano, di un eretico e metteteci anche la possibile ascendenza ebraica, con cui fa i conti, non proprio simpatici nel Mercante di Venezia.
      il nostro Shakespeare, quello che leggiamo oggi, è così poco inglese da risultare tuttora indigesto nelle partibus brexitantibus, quasi come il rampollino troppo abbronzato della royal family. lui è europeo e non inglese, o solo per metà, e per l’altra metà italiano, anzi siciliano, e sovversivo quanto più si poteva esserlo a quel tempo.
      così si scioglie quella che fu definita appunto la più colossale truffa letteraria della storia e una disputa che meriterebbe di diventare famosa almeno quanto la questione omerica, se non fosse che ha già la sua risposta molto chiara e tuttora sovversiva anche oggi rispetto ad ogni forma di pensiero identitario e razzista, ma del razzismo moderno, quello dell’io non sono sono razzista, ma…

      • siu ha detto:

        Continuo ad imparare, infatti non era per niente retorica la mia domanda, che però -preciso- era anche lungi dal considerare il complesso dell’opera “shakespeariana” riferendosi unicamente a “Molto rumore per nulla” (quello che forse stiamo facendo nel mentre continuiamo a squattare questo magnanimo blog..? ;-)) Mi chiedevo se nell’originale esiste quel personaggio… dopo di che, se così fosse, a partire da quanto mi dici gl’immagino connotazioni tutt’altro che negative (che peraltro si rifletterebbero nella scena del film).
        Insomma, ‘sto negrazzo?!?

        • ricco&spietato ha detto:

          ma mi sa che quella è la nuova crociata inclusiva della televisione e del cinema. vedrai che se fanno romolo&remo uno dei due sarà negro (rea silvia non so: già è un po’ zoccola porella, magari non si azzarderebbero…).

        • corpus2020 ha detto:

          chiedo scusa di non avere colto la vera sostanza della domanda.
          il negrazzo suppongo che sia Denzel Whashington che interpreta la parte di Pedro – informazioni da wikipedia.
          Don Pedro nella commedia shakespeariana è il principe di Aragona. totalmente da escludere quindi che potesse essere negro; e poi neri a Messina nel Cinquecento?
          si tratta di un anacronismo semplicemente mostruoso, come se i personaggi comunicassero tra loro con uno smartphone.
          americanate (anche se il regista è britannico): che cosa non si fa per il botteghino, forse ancor più che per il politically correct, vent’anni fa.

          • siu ha detto:

            Grazie! Ho dato anch’io qualche occhiata in rete e temo che tu abbia ragione: Denzel Whashington / don Pedro principe d’Aragona è come… vogliamo dire Dolly Parton / santa Maria Goretti? Con immarcescibile simpatia per Dolly Parton, ovviamente.

            • corpus2020 ha detto:

              non che io sappia chi sia questa Parton dal nome di bambola, ma mi fido di te che non sia una Maria Goretti…

              • ricco&spietato ha detto:

                (te do un indizio: più che di bambola c’ha nome di pecora…)

                • siu ha detto:

                  A Mari’, t’intravvedo su un terreno scivoloso… Io dico che quanto a tette non so come stesse messa Maria Goretti, ma credo che a cervello stia molto meglio Dolly Parton, ed è ciò che (senza preclusione alcuna per le tette) la qualifica.
                  L’avevi visto, spero, l’impareggiabile “Dalle 9 alle 5… orario continuato” (he hee…).

  4. Pingback: la mia settimana virtuale fuoricasa dal 6 al 12 marzo 2021 – 117 – Cor-pus 2020

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