Peer Review

 

(anch’io mi dedico, diletti treggatti, allo sbeffeggiamento delle credenze altrui. Per quanto ormai abbastanza sporadicamente.
Non ne vado particolarmente orgoglioso, e sospetto che il Prodigioso Spaghetto Volante, pur non avendolo esplicitamente rivelato al MoltoReverendissimo Bobby Henderson, e tantomeno a questo umile vostro derelitto, davvero preferirebbe che io non.
Noi – ehm – razionalisti guardiamo dall’alto in basso i credenti, che non mettono in discussione le Verità; mentre negli ambienti scientifici…)

Negli ambienti scientifici. Ve ne racconto una, va’.

Qualche tempo fa mi sono iscritto come Marino Voglio a una rivista scientifica online.

Lo scopo dell’impostura non era – o almeno non era troppo – vergognoso, in sé: volevo leggere un paper di – ve la faccio corta – fantascienza: ipotesi congetture e osservazioni ingegneristiche biologiche mediche e sociologiche sulla costruzione e sulla gestione di una Astronave Generazionale.

(c’hai davvero poco da fa’, direte voi, e io glisserò: era prima delle velleità pianistiche)

Al cliccare “download” mi si apre una finestrella, dice più o meno “è costume, nelle comunità scientifiche, condividere i propri lavori, come sai; perciò sei pregato di caricare un articolo tuo, in cambio”.

Oh, un lavoro mio. Così, sui due piedi, o meglio sulle due chiappe.

La mia reputazione nella Comunità Scientifica non potrebbe essere più bassa, né sono poi così interessato ad accrescerla, così mi sono guardato nell’hard disk e sono uscito col primo straccetto che ho trovato: AMeStessoDiMarcoAurelio. Senza cambiare una virgola, nemmeno “Di Marco Aurelio”.

Mi sono detto evvabbé mo mi bannano e mi segnalano a qualche Polizia Dello Scibile E Delle Magnifiche Sorti E Progressive – ma intanto avrò letto il mio paper, per quello che mi serve.

E infatti.

A distanza di due anni e più continuano ad arrivarmi email dal sito; mi si avvisa che il mio lavoro è condiviso, e il mio nome citato.

(certo: contestualmente mi si informa che se voglio più dettagli devo pagare e passare a una membership “premium”)

Insomma, il mio paper è stato peer reviewed, peer in senso stretto: da altri cialtroni ignoranti come me.
(si saranno detti ah beh, A Me Stesso Di Marco Aurelio di Marino Voglio! Tipo Le Memorie Di Adriano di Marguerite Quellallà)

Adesso cercherò di scoprire l’Impact Factor della rivista – o forse no.

Sono pubblicato e citato, abbelli! E voi?

(rAmen)

 

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5 risposte a Peer Review

  1. Luca ha detto:

    Che ce l’hai messa, come profilo, la foto di te a cavallo?

  2. myollnir ha detto:

    Si può avere un link? Avrei un interessante studio sulla Fisica del Subbuteo da pubblicare…

...dicaaaaaaa...!

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