La Giusta Distanza

 

Dal mio nuovo balcone – un sobrio e dignitoso quarto piano che dà su una strada a traffico limitato – vedo passare orde di fica.

Fica di ogni risma, dalle ginnasiali alle manageresse dresscode-ate e frettolose alle nonne ancora non – putativamente – in disarmo; delle quali, anche se è seccante riconoscerlo, una su mille in effetti ce la fa.

E pattinatrici, e cicliste, e podiste; e bagnanti – il mare è a trenta passi, letteralmente – drappeggiate in magliette umide o altri panni parimenti simbolici.

E quasi rimpiango di non avere una pingue scarsella di brillanti da rimettere in circolazione.

La cura è semplice: basta scendere in strada e osservare più da vicino.
Io ormai nelle donne vedo solo i difetti, e quelle poche che non ne mostrano sono fuori dalla mia portata passata presente e futura, scarsella o non scarsella. E lo so fin troppo bene.

Tiè. E senza scomodare ErConte.

[seconda stesura:
Ma perché, oh. Scomodiamolo, oltretutto ormai è di pubblico dominio. Poi è un sacco morto, manco se ne accorge.

Genio. Quale delle due cose stimi che sia più dolce: vedere la donna amata, o pensarne?

Tasso. Non so. Certo che quando mi era presente, ella mi pareva una donna; lontana, mi pareva e mi pare una dea.

Genio. Coteste dee sono così benigne, che quando alcuno vi si accosta, in un tratto ripiegano la loro divinità, si spiccano i raggi d’attorno, e se li pongono in tasca, per non abbagliare il mortale che si fa innanzi.

O, chissà, potrebbe fargli piacere.]

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so' tornato,
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5 risposte a La Giusta Distanza

  1. dmitri ha detto:

    Tutto questo sta diventando anacronistico, ora va di moda correre dietro a quelle dell’età della propria madre*, ché sono più facili da raggiungere penso io, boh

  2. dmitri ha detto:

    quello di domenica non era un battibecco, perché il refuso non c’era
    La mia era una battuta sul “se lo sceglie lei” (il film), ma la spiegazione è sempre peggio della battuta non riuscita
    Vabbè mo me so’ dilungato, dell’orfano ne riparlamo

...dicaaaaaaa...!

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