HiFi (Una Volta Qui Era Tutta Valvola)

 

(continua da qui)

Quando sono diventato abbastanza grandicello da sospettare che La Radio non funziona per magia mi sono chiesto – curioso lo ero già da prima – come cazzo faceva a farlo.

Ma la magia, come di solito dio nei cervellini dei credentivolenti, non si è dissolta; si è rimpicciolita e rintanata all’interno della Valvola. Più giù non sono mai sceso. Curioso si ma, più ancora, pigro*. E il progresso era anche molto più rapido del mio consumismo, o quantomeno del mio consumo: quando arrivai a possedere personalmente un riproduttore regnava già il Transistor, e addio core.

E quando io ancora stavo al registratore portatile a cassetta – mono – con microfono incorporato, sentivo i più grandi – e abbienti – disquisire di quadrifonia, di McIntosh** e di risposta ai transeunti. Cielo! E ancora non avevo Amici Miei e la SantaSupercazzora cui raccomandarmi!

Il riscatto mi è passato molto vicino, ma l’ho mancato.
Un bel giorno (io ero asceso intanto al glorioso, indimenticato GiradischiDiSelezione) un amico, uno dei suddetti angeli del transeunte, ebbe la malaugurata (col senno di poi concorderebbe anche lui, immagino…) idea di sposarsi e si disfece del suo stereo, avendo bisogno di soldi, o di spazio, o di entrambi.
Lo rilevai io, con tutti i suoi componenti, i suoi cavi, le sue camioniche casse a quattro vie in legno massiccio.

Ma non indugiai troppo ad apprezzarne le raffinatezze. Dal mio cd di Rapsodie Ungheresi per orchestra ora uscivano anche i colpi di tosse dei professori durante i soli di contrabbasso, è vero; ma io continuavo a preferire i disconi neri e, specificamente, The Blues Brothers che divenne quasi trasparente in un determinato punto; ma che, suvvia, non era opera da dinamiche, colori, effetti.

E dopo un po’ lo collegai al computer e lo usai prevalentemente per giocare a Doom (le esplosioni dei missili mi impressionarono, sembravano molto realistiche; rimbombavano e facevano tremare i vetri. Devo però ammettere di non aver mai ascoltato, né prima né in seguito, una esplosione di missile live).

Poi anch’io lo persi, insieme alla casa che lo conteneva (Dischi di Little Tony – e non solo – non esclusi). Da allora sto più o meno come tutti: le sonorità vuote e le compressioni ridicole del formato MP3 e successori, la plastichettina dei diffusori da tavolo per computer, cuffie pratiche economiche leggere e sussurranti o gracchianti, senza mezze misure***.

Musica in macchina più niente che poca; per me – l’ho gia detto – l’ascolto della musica è una attività (una passività?) esclusiva. E in ogni caso non c’ho mai speso una lira, se lo stereo c’era già, ci restava – se no ciccia. Oltretutto non ho mai posseduto una automobile abbastanza silenziosa da valere il tentativo.

E in tutto questo (per la collocazione temporale potete tornare poco sopra, in questo stesso post; più o meno dove si dice “registratore portatile a cassetta”) ero alle prese con un altro problema, molto più spinoso: quello che succede – o dovrebbe succedere – a monte del microfono e del resto del convoglio.

(continua)

 

* più avanti, ormai irrimediabilmente adulto, mi trovai costretto ad apprendere – per declamarlo davanti a una commissione e ottenere in cambio un numeretto****, non per applicarlo alla realtà come un qualsiasi vil meccanico, non vi preoccupate… – cosa succede dentro un processore. E lo feci. Ma posso ora confessare: anche gli attori di quel prodigio, dal clock all’ultimo dei registri, non erano (non sono) per me che gli gnomi magici di babbonatale, o gli elfi domestici di harrypotter. Solo, molto piccoli e molto veloci.
** dimenticate Steve Jobs. Allora era un’altra cosa.
*** vedo in strada e in televisione che oggi sono siete tornati a usare delle cuffie più corpulente – anche se sospetto che sia una questione più di apparenza che di resa sonora.
**** ciao Salvato’. È tanto tempo che/volevo dirtelo: dopo che t’ho animato tutto il corso te potevi pure spreca’ e metteme la lode, eh.

 

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3 risposte a HiFi (Una Volta Qui Era Tutta Valvola)

  1. Hombre ha detto:

    “È bruciata una valvola” questa la rituale diagnosi del tecnico tv alle prese col mio Radio Allocchio Bacchini ed era nera lo vedevi anche te che era partita.

  2. myollnir ha detto:

    ** Il Mechintosc lo fanno ancora, e sempre con le finestre azzurrine. Ma costa una fortuna. Ce l’ha un mio amico abbiente che, in un trasloco, ha rotto il vetro. Gli hanno chiesto, per sostituirlo, piú o meno il costo di una cucina Ikea, elettrodomestici inclusi.

...dicaaaaaaa...!

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