E Pallone Sia!

 

e siccome so’ ‘n origginalone
oggi propio che d’artro nun se parla
v’aricconto ‘na storia de pallone

La squadra della mia NuovaPiccolaPatria è arrivata allo spareggio per la promozione in Serie A – evento atteso da tre lustri o giù di lì.

La partita decisiva la gioca in casa, sulle ali dell’amore e dell’entusiasmo del suo pubblico.

Calcio umile e povero, difensori centrali iraniani, vecchie (ma vecchievecchie, tipo quaranta) glorie tornate al paesello natìo cariche di titoli ma senza più menischi, promesse centramericane trentaduenni, focose e un pochetto panzute; in campo gente così, da una parte e dall’altra.
Proprio quello che ci vuole per un amante disilluso e tradito come questo umile vostro, che si accomoda infatti in un baretto paytv-munito e (vi prego di apprezzare l’imparzialità e la completezza dell’informazione) con la scusa della consumazione obbligatoria si offre un cicciotto piatto di patate fritte tipo fast food, alimento di solito proibitissimo e (ipocritamente) aborrito.

All’andata la Beneamata ha strappato un prezioso zero a zero.

Siamo al novantesimo e la squadra di casa sta vincendo, abbastanza casualmente ma senza demerito, uno a zero; la partita, se mai è nata (il vostro umile cronista l’ha vista tutta: credetegli) è moribonda; il Quarto Uomo segnala il recupero: tre minuti.

Gli Ultrà saltano le recinzioni e preparano la festosa invasione di campo.

L’Arbitro interrompe la partita e avverte i capitani e le Autorità che se non si sgombra il recinto di gioco la sospenderà.

Guerriglia fra addetti alla sicurezza e prodi tifosi – non ve li descrivo perché sono uguali a tutte le latitudini, tatuaggi e atteggiamento belluino; l’odore di birra non attraversa l’etere fino al televisore, ma è come se.

Tutti i tifosi rimasti sugli spalti stanno registrando gli eventi con i loro telefonini.

Dopo dieci minuti di acchiapparella, la partita riprende. Nessuno, fra i protagonisti, sa più dov’è, né cosa sta facendo, né perché.

Al novantaduesimo abbondante, puntatone disperato del portiere ospite verso l’area, mischione, semipapera, gol.

Uno a uno; il gol in trasferta spara quegli altri in Serie A.

Parte la gara a dare la colpa a qualcun altro. Che vergogna, eccetera eccetera. Si reclama per i facinorosi, e alla luce del risultato traditori, il daspo perpetuo, l’ostracismo, la deportazione in Tasmania. Questo nelle dichiarazioni pubbliche, ché off the records ho raccolto ben altre proposte.

Il Presidente si scusa.

Il Prefetto lo accusa.

Il PM apre una inchiesta.

E parte la caccia all’uomo. Il paese è piccolo, i telefonini mormorano, per così dire, e tutti conoscono tutti.

In particolare va forte, sui social network, l’accostamento di due fotografie: un uomo che affronta selvaggiamente un vigile urbano – e il muso deforme e sanguinolento dello stesso uomo linciato con comodo, un paio di giorni dopo i fatti, dagli altri tifosi, quelli civili.

Un capo ultrà compare a una televisione locale per chiedere perdono; è un uomo distrutto, non se lo perdonerà mai. Piange. È accompagnato dalla mamma che, indovinate un po’, dichiara “non so che gli ha preso, è un bravo ragazzo”.

L’inchiesta prosegue. Nel frattempo la squadra ospite, tornata a casa, prepara i piani di rafforzamento per la stagione nuova. Poi c’è la Nazionale, che non se la passa benissimo nemmeno lei, e tirem innanz.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi, ma solo se saranno rilevanti; insomma, no. Dimentichiamo.

Questi i fatti.

Le opinioni a voi, se ce ne fosse bisogno.

 

Annunci

Informazioni su ricco&spietato

so' tornato,
Questa voce è stata pubblicata in "E stiamo bei freschi di tasse e tutto, Natalia", arbeit macht frei, E Chi Se Ne Frega, gialla come er sole, In Marcia!, rossa come..., sapevàtelo, Sud. Contrassegna il permalink.

5 risposte a E Pallone Sia!

  1. marcoz ha detto:

    Mi dica che è tutto frutto della sua fantasia. La prego, m’illuda.

  2. ricco&spietato ha detto:

    mi ha pizzicato immediatamente, vedo; ne sa una più del diavolo lei.

    facciamo così: siccome mi secca molto disdirmi, le offro una versione alternativa:

    il gol del pareggio non è stato convalidato e gli ospiti sono tornati a casa con le pive nel sacco. una multicina al club, e qualche paterno rabbuffo ai nostri ragazzi, così sanguigni ma, via, “de core”; la colonna vertebrale delle magnifiche&progressive del club, del paese e dello stesso Paese.
    e comunque sono figli nostri, come la vittoria. solo la sconfitta è orfana, ma non è questo il caso. fiato alle trombe.

    (ah, un’altra precisazione: il centrale iraniano in realtà era via in brasile con la sua nazionale, e aveva già avvisato prima che grazie di tutto e addio e non sarebbe tornato in nessun caso)

...dicaaaaaaa...!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...