G*a che ne sa

(oggi un sacco di parentesi: mi spiace, ma per questa volta l’asterisco fa un’altra parte in commedia)

Nel corso degli anni ho accumulato un certo numero di indirizzi email.

Alcuni li tengo attivi per romanticheria; sono partiti da lì dei piccioni che – chissà – potrebbero tornare.

E con uno di essi (gli account, non i piccioni) ho anche aperto un conto facebook inerte; solo per usarlo come cloud casareccio e conservarci foto, descrizione e numeri di serie dei miei poveri strumentini, ché non si sa mai.

E poi mi ha contattato G*a, incuriosita dalla popolazione del conto, e forse dal nick.

E poi abbiamo fatto una amena chiacchierata. Sospetto fosse amica di amici o ex amici e che sia arrivata a me guidata dalle funzioni di spionaggio dei moderni servizi di messaggeria et similia.

E poi la ho aggiunta come amica; l’unica amica, per parecchio tempo.

E poi facebook ha preso a martellarmi: conosci Tizio e Caio? Sono amici della tua amica G*a, contattali, fai il socievole, fai il simpatico, su.

E poi, visto il numero di conoscitizioecaio che mi sommergevano, sono andato a vedere il profilo di G*a; ho scoperto che è una giornalista, non ho capito se sedicente o aspirante, e che probabilmente pensa che avere molti amici faccia parte del mestiere: ne ha (ne aveva, quando ho guardato; ora non ho voglia di andare ad aggiornarmi) tipo 2400.

E allora ho (mal)pensato: uno in più, uno in meno, manco se ne accorgerà – riporto il mio profilo-archivio a solitudine [oltretutto ero e resto convinto che la differenza fra zero e uno è maggiore della differenza fra uno e infinito – se non è così (come è stato magari dimostrato dal tal insigne matematico logico e filosofo del passato e/o del presente, vedi anche it.wikipedia.org/picodepaperis) non state a educarmi: fate finta di niente, tollerate la mia ignoranza e lasciatemi nella mia innocua illusione. Grazie] e mi libero delle tirate di giacchetta di facebook a proposito delle evoluzioni di G*a.

Sbagliato.

Da allora, i conoscitizioecaioamicidig*a sono stati sostituiti (potrebbe essere un caso e non una ritorsione, ma non lo credo – e comunque se così fosse, questo post non avrebbe senso; ma siccome ormai l’ho già scritto quasi tutto ho deciso che no; ebbasta) da un fottìo di enlargeyourpenis.

Aho, Enlarge Your Penis.

Ancora.

All’età mia.

Tutti gli altri account si sono rassegnati e hanno rinunciato; solo quello riconducibile alla mia ex-amica G*a insiste.

Ora, vorrei solo dire:
cara G*a,
non voglio nemmeno negare che il mio penis (…se pò di’: radica, ucello; cicio, nerbo, tortore, pennarolo…) ne avrebbe (ne avrebbe avuto – per l’uso che ne faccio ora la maneggevolezza, l’ingombro ridotto e l’altresì ridotto fabbisogno idraulico sono nient’altro che pregi, credimi) bisogno; il punto è: atté mai te l’ho messo in mano né altrove, dunque te checcazzo ne sai?

fanculo.

 

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Una risposta a G*a che ne sa

  1. Rachel ha detto:

    Bella l’idea di usare facebook come cloud casareccio. Non credo abbia altra utilità.

...dicaaaaaaa...!

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