Director’s cut

 

Tutti i maggiori organi di informazione hanno passato l’evento sotto silenzio e be’, che je vòi di’.
Ma ve lo comunico io: la FabbricaDiRumore in cui lavoro adesso ha debuttato ieri; senza infamia e senza lode. Grandi complimenti da parte di amici e parenti, gli estranei non hanno cercato di picchiarci.

Quanto al vostro umile sottoscritto: non si è perso mai, ha attaccato sempre a suo tempo, ha messo negli “a solo” una percentuale di note fuori abbastanza ragionevole (anche se aveva scelto a priori, all’uopo, di essere mooolto cromatico); per il resto è arrivato puntuale, ha sorriso a tutti, non ha litigato con gli altri musicisti né col fonico né col localaro, non ha fatto figurette con le signore,

inzomma se becca un ber sei menomeno
(un meno glielo leviamo quando imparerà i pezzi a memoria e la loro corrispondenza coi titoli in scaletta e si presenterà al pubblico senza l’increscioso leggìo e l’ancor più increscioso quadernuccio di musica delle elementari – forse mai, visti i chiari di luna).

Però, due parole sul Pubblico.

Aho, sete diventati tutti John Landis, bravi!

Nessuno resiste alla tentazione, prima o poi durante il concerto, di sguainare il telefoninodercazzo e di registrare un video.

Aho, un video. Il concerto vi sta piacendo così tanto che lo dovete fissare per l’eternità. Nel frattempo ve lo state perdendo, ma l’artista è così; dimentico di sé stesso, lavora per gli altri, e soprattutto per i posteri.

Lo conserverete per rivivere il magic moment in quelle noiose sere di maggio in cui in televisione fanno solo la finale della coppa dei campioni, immagino.

O forse volete riguardarlo con calma per fare valutazioni tecniche più precise e spassionate, a freddo – peccato le facce. Avete la faccia di quelli che non sanno distinguere un rebemolle da un cucchiaino, ma magari mi sbaglio io.

Ma poi lo montate, pure? Lo fate tipo seppia, come fosse Il Cantante Di Jazz? Ci mettete la colonna sonora (ahah che spiritosone)? Lo passate al melodyne per correggere i difetti di intonazione? Dovremo pagarvi il disturbo?

Lo caricate su YouTube? Così tutti i vostri contatti potranno dire ah quelli, si, li ho visti su YouTube fanno pena suonano al pub qua sotto? Bene, me ne sto a casa a guardare YouTube.

Grazie!

Oh, io capisco che le onde sonore e luminose che emetto in pubblico cessano, secondo voi, anzi forse secondo chiunque, di essere di mia proprietà nell’istante stesso in cui si staccano dalla mia persona, e voi potete raccoglierle a vostro capriccio per farne ciò che volete, ma

almeno datemi il vostro indirizzo facebook, cribbio.

No, non per fruire anch’io del meraviglioso clip.

Per – nel caso vi venisse tipo un ictus – venire nella vostra bacheca a scrivere che vi sta bene.

Vi odio – dovete morire.

(grazie)

 

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so' tornato,
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