La tua croce

 

Internet mobile io ce l’ho avuto prima di tutti, o almeno prima di tutti quelli che conoscevo.
Siccome il telefono a casa non ce l’avevo più – per la precisione non c’avevo nemmeno la casa – m’ero svenato per un simil-blackberry con microscopica tastiera qwerty e avevo contrattato una tariffa mobile abbastanza ragionevole, anche se il traffico mensile garantito era pochino. Ma io tanto non guardavo filmati né scaricavo musica; la confusione fra internet e la televisione l’ho rifiutata dagli albori e, per la cronaca, non ho ancora cambiato idea.

Ma dovevate vedermi – complice anche il fatto che la mia vista all’epoca era migliore – googlare qualche argomento da sotto il tavolo dell’osteria e poi proporre scommesse, e vincerle.
Oppure, semplicemente, sdottorare.
Come Martin Mystere, come Sherlock Holmes, come tutti i VedoviNeri mescolati, o anche agitati.
Come Pico De Paperis.

Poi me lo fregarono, e adieu. Tanto ormai il trucco è sputtanato, e io non frequento più osterie. Non ti lasciano fumare più, nemmeno Qui.

Del telefono ho sempre diffidato, terrorizzato dal babau di Agnelli che telefonava a Platini alle sei di mattina, e lo sventurato rispondeva.

Fortunatamente io ho fatto quasi sempre il dipendente pubblico aut similia, cosicché nessuno dei miei capi ha mai avuto bisogno di cercarmi a casa [edit – aggiunta esplicativa: “così io non ho mai avuto bisogno di mandarli affanculo]. Inoltre non sono mai stato un cazzo di neurochirurgo né di sostituto procuratore, quindi nulla di ciò che avessero avuto da dirmi non poteva aspettare domani – inteso come domani lavorativo.
Per i pochi amici c’era la segreteria – loro lo sapevano e andava bene così; anche per questo erano amici. E anche per questo erano pochi.

(a essere fiscali la segreteria aveva anche uno svantaggio: non potevi più fare l’indiano e poi dire non mi trovi mai perché non ci sono mai; ma con un’oculata gestione della scordanza di accenderla ci si barcamenava anche in questo)

Il cellulare, caro com´era al principio, lo comprai per chiamare l’ambulanza in caso di caduta con la moto o, caso questo grazziaddio più frequente (forse troppo frequente, ma si tratta pur sempre di me), per dire sono un po’ in ritardo scusascusa aspetta ‘n’antropochetto fatte ‘n’artro goccetto. Sennò spento sta bene, si risparmia anche la batteria.
E così rimase fino a oggi compreso – l’uomo è un animale abitudinario.

E adesso, what’s up?

Eh, vedo che i papi continuano a chiamare le monache e a seccarsi se gli risponde la segreteria (e povere vecchiette, alle 23,45 – vabbè che è capodanno ma sei propio un burino demmmm… che poi, “che avete da fare di più importante” siamo MONACHE cazzo dobbiamo PREGARE siamo qui per questo, pezzo di idiota) dei platini e degli agnelli non so, maccomunque io vedo in giro un mucchio di zombies che attraversano la strada con lo smartfeticcio in mano chissà l’interessante che me sto a perde’.

Insomma, io oggi sono un dropout tendente a barbone, niente monaca, niente non dico platini ma nemmeno un povero piccolo juary col suo sibilia e il suo cutolo sul groppone; ma noto purtroppo nel frontman della mia fabbrica di rumore una certa tendenza a credersi Mingus, anche se non ha nessun Lester Young d’attorno. E finché non-Lester non-ha lo smarfono uazzap non gli resta che appendere i proclami su facebook e aspettare.

Per parte sua, la Signora è capace di cambiare idea sul menu del pranzo anche cinque volte in mezz’ora, ma non le resta che tenerselo per sé.

Per tutto quanto su esposto, caro Operatore Di Telefonia Mobile che mi avvicini come il gatto e la volpe, io il tuo smarfono non lo voglio nemmeno regalato, come stai per offrirmi (se non l’hai già fatto senza che io l’abbia capito); non mi serve, e non lo desidero.

F I C C A T E L O

A R

C U L O

(le sottili allusioni sono il meglio della mia panoplia cari lettori, lo so. È per questo che venite qui – ma basta complimenti, mi mettete in imbarazzo)

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so' tornato,
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3 risposte a La tua croce

  1. giovanni ha detto:

    Poi è arrivato quel genovese del cazzo con la storia che se giri di là arrivi comunque in India.
    Che poi, io, checcazzo dovrei andar a fare in India?

...dicaaaaaaa...!

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