Altrui Comici

morté macché davero già è domenica nantra vorta? …ah vabbè (ndocazzo sta er cassettino dell’asterischi).

 

Oggi, cari seguaci,
un po’ pe’ spirito natalizzio, e un po’ perché so bene che se un organo non lo usi propio maimaimai te se atrofizza e anzi a lungo termine l’evoluzione lo leva proprio, come i denti della gallina, e Chi Vi Dice Che Sia Una Fortuna, diceva quer cinese,

voglio parlare bene di uno.

***

C’è un comico “de sinistra” della televisione di Qui, che mi piace.

Conduce una trasmissione che, guai a chi pensa male, mutatis mutandis atque absit iniuria verbis* si potrebbe accostare a StrisciaLaNotizia prima maniera, un telegiornale satirico. Con tanto di strapezzi di fica,  però completamente vestite, e parlanti. Ma oh, parlanti tanto, e con le subordinate e gli avverbi e i gerundi e tutto, che devi stare attento; insomma più ilariedamico che elisabbettecanalis, famo a capisse.

E il NomeInDitta, quello che mette la schiacciata al fin della licenza, è questo signore di mezza età.

A me m’ha fatto sangue subito, quando ancora non capivo quello che diceva, perché somiglia un pochetto a Totò. Totò Qui non esiste, ma lui sicuramente lo conosce e se lo è anche studiato, il paracuprofessionista, perché ogni tanto mette delle faccette (dei lazzi, direbbe qualche avanzo di dams che sarebbe inutile cercare in questo blog**) che se dovessi attribuirle a coincidenza poi dovrei pure cominciare a credere alla ResurrezioneDellaCarne – e qui per qui non sono pronto.

Poi, chiaro, non si sottrae a tutto l’armamentario tipico della sua professione: IlNostroAmicoSponsor, le pubblicità più o meno occulte, la compagnia di giro di ospitate incrociate con gli altri programmi della Catena, fino al LibroDelComicoDellaTelevisione (che non intendo comunque comprare, consti) e apposite presentazioni.

***

Ma quando lo ascolti – senza il costume di scena, e senza lazzi – dire delle cose di assoluta banalità e di qualche buonsenso, come 

«il politico beccato in flagrante menzogna dovrebbe essere costretto a dimissioni immediate dagli stessi suoi»

o
«se vedo che tutti i tuoi Augusti Predecessori siedono nei consigli di amministrazione di aziende, o banche, magari appena privatizzate, e magari appena privatizzate ProprioDaLoro, o pubbliche concessionarie, non riesco in nessun modo a credere che tu, o politico, stai lavorando per me»

o
«io il debito pubblico a costo della fame della popolazione non te lo ripago; che fai, mi invadi con i carri armati e mi governi tu? E vieni.»

o
«mio padre mi diceva “studia o finirai a fare lo scopino” per dire umile, ultimo; e oggi, quando mi dicono che 1000 euro al mese per lo scopino sono troppi e che deve accontentarsi di 500 o farsi da parte, io non capisco; maccome, quello poraccio già fa lo scopino»,

se sei un vecchio wannabe-sanculotto (a riposo) come l’umile sottoscritto la domanda ti sorge spontanea, fatto il confronto con quanto si sente in giro di solito:

aho ma chiccazzo sei, Gramsci?

E – anche questo mi fa una certa impressione – senza berciare, e senza vaffanculi o altri simili artifizi espressivi. 

E ti stoppa, se gli chiedi se per caso…:

«no, non intendo entrare in politica, perché il sabato sera preferisco uscire a cazzeggiare e gozzovigliare con la mia rockband (si, c’ha anche la rockband; o, visto il baratro di visibilità e di qualità, sarebbe meglio dire che è la rockband che ha lui – non si chiamano I CuliRotti, ma secondo me dovrebbero / approposito, non è che ve serve un sassofonista anziano e dimesso, miti pretese?) e questo secondo me un amministratore della cosa pubblica non lo può fare»

***

Poi dice anche cose discutibili, o imprecise, o fintosempliciottistiche, o ipocritepolitically correct. E anche, senza mezzi termini, delle cazzate***. Ma tanto mica è un profeta, o che.
È un comico della televisione.

***

No, il nome non ce lo metto. Accontentatevi della “recensione positiva”, per la leccata di culo ci stiamo attrezzando. E gratis, mai sia.

* Ahi, vademecum tango…!
** mica c’è solo il dams, eh… certi se so’ formati sulla SettimanaEnigmistica e/o, quando ancora IlVenerdìDiRepubblica non esisteva, vicino alla tazza del cesso c’avevano il Palazzi.
*** no, se nella lavatrice ci mette il detersivo non lo so; che so’ giornalista, io?

 

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so' tornato,
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