Fallo

 

Caro Papa,

scusa la confidenza con cui ti parlo; oltre a sembrare un tipo affabile e alla mano a me sei simpatico perché quando sorridi assomigli a Stan Laurel, e per questo sono abbastanza ben disposto nei tuoi confronti, anche se sempre un generalone sei – e lo sappiamo tutti e due, e il mio imprinting RISC dice “dietro ai cannoni, davanti ai muli, lontano dagli ufficiali”.

In realtà la confidenza deriva più che altro dal fatto che tu ed io siamo, alla fine dei conti, due tanos dimmerda figli di poveri disgraziati scesi da qualche nave, in cerca di cibo prima che di fortuna (certo, tu hai fatto strada, ma più che “bravo” non ti dirò, per questo); un po’ come questi altri disgraziati di oggi, che ti strattonano fino alla parola “vergogna”.

Ti ho visto in televisione, sai? Buchi, e anche Qui tutti ti vogliono un gran bene – e continuamente si beano del tuo campechano “buonasera” di esordio – e io non ho mai il coraggio di citare la vecchia battuta di Benigni – che qui oltretutto conoscono molto poco, a parte “La vita è bella”; potrei rubarla e via – “Beh, anche Hitler una volta avrà detto “buonasera” a qualcuno…?”.

Tutta questa leccata preliminare perché, a dispetto dell’altra delusione che m’hai dato – più linguistica che di aspettativa, in realtà – voglio darti un’altra possibilità.

Non ti sembra ora di dire papale papale alle tue pecore che il comando biblico “crescete e moltiplicatevi” è stato largamente compiuto?
Che – come altre cosette più o meno nobili – “va contestualizzato”?
Che comunque è più parente della circoncisione e del divieto di porco e di cheeseburger che dell’ “amatevi come io vi amo” – e che Cristo forse è morto in croce anche per sollevarci dall’obbligo di avere quaranta figli, per metterne magari poi 10 su una zattera o nel vano carrelli di un jet, venderne altri 10 ai pedofili e 10 ai mercenari, per poterne mandare quattro o cinque a studiare dalle buone suorine e diventare – uno su mille ce la fa – magari un giorno ministri o principes ecclesiae in un paese ricco e lontano?

Oh, questi non saranno tutti cattolici – ma tu, che c’hai tanta visibilità e buona stampa, comincia: se anche non sono disposti a prendere ordini da te, qualcuno magari chiederà “e tu che ne dici?” al suo imam, o lama, o bonzo, o sciamano o quello che c’ha.

Poi sui mezzi possiamo dibattere; se proprioproprio il preservativo ti fa schifo, io penso che il peccato (quello vero) di Onan dovrebbe essere un buon ripiego (visto che Yahweh o come gli piace farsi chiamare adesso, diciamocelo, da molto tempo non fulmina più nessuno per queste sciocchezze, come per lavorare di sabato o toccare l’arca e il porco e il cheeseburger*; o no?).

Ma l’importante è il principio – in tutti i sensi.

bacio l’anello

Marino Voglio – pecora semplice

(oh, guarda: io c’ho il telefonino vecchio e lo uso solo per le emergenze, la batteria dura poco e a parla’ al telefono pe’ strada ancora me sento uno scemodeguera che parla da solo – non me so’ mai abbituato.
Insomma, a me nun me telefona’, nun c’è bisogno. Fallo, ebbasta; io poi men’accorgo da me)

* l’hai già detto, scemo; cos’è, ti pagano a parola…?

 

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so' tornato,
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