Et dona ferentes

 

In questi oscuri tempi di inciucio merita pubblicità e considerazione un’antica leggenda dei Pirati della Tortuga, giunta fino a noi attraverso i Pastafariani, loro eredi dei giorni nostri (ramen):

La Emma

La Emma è una vetusta caravella-ospedale riattata e armata per la corsa, che da tempo immemorabile è condannata a schiumare ogni specchio d’acqua, sia oceano o laghetto, sotto tutte le bandiere (alcuna disegnate da lei medesima) e al servizio di tutti i Re, veri o immaginari; miete successi discutibili e sporadicissimi ma è rispettata e temuta in tutte le taverne di tutti gli angiporti.

Sotto una determinata congiunzione astrale ormai dimenticata, che si verifica di solito ogni sette anni, la Emma entra in rada e vi riposa qualche settimana; si offre in dono agli indigeni inalberando il gran pavese “la più votata dagli italiani”.

Nella stiva della Emma naviga LoScheletroNell’Armadio, il suo primo Armatore; un Imperatore-Zombie moribondo ma forse immortale, eternamente strepitante e berciante maledizioni e scongiuri in lingue per lo più dimenticate anch’esse.

Se finalmente questa volta gli ottimati del Popolo della Città tireranno la Emma in secco si verificheranno innumerevoli prodigi: il più atteso (da me) è: per la prima volta nella storia avremo un un Imperatore nominato Senatore dal suo Cavallo.

E forse due: anche il suo ultimo Armatore, l’Unto, potrebbe reclamare – e con qualche ragione – lo stesso simpatico omaggio.

 

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so' tornato,
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